Per brevità chiamato.. Giornalista?
danzare, continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè.
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Giornalista? Milanese, purtroppo, con un'insana passione per il rock acustico e le voci femminili.
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Stacco le foto, taglio i ponti, lascio calare, inesorabile, la polvere..
Questo posto è chiuso.. grazie a tutti dei passaggi :)
Questo ed altri 12 scatti vi aspettano da oggi in poi @
BAR SOTTOSOPRA (Saletta interna) - Via Firenze 19 Sesto San Giovanni - Milano
Fermata del Metrò Sesto Rondò, prendere Via Roma, la seconda sulla destra è Via Firenze, circa 300 metri dalla fermata. Attendo i vostri pareri, ogni visita sarà come farmi un regalo.
E' fatta.. Da domani le mie foto saranno appese in un bar della città: per la prima volta una minimostra tutta mia, con il mio nome e il riflesso cartaceo di cosa vedono i miei occhi. Inutile nascondere emozione, 13 scatti la cui premessa scritta è questa:
“Scattare vuol dire correre un rischio, anche quando lo si fa incoscientemente, senza soppesare tutti i parametri con la dovuta maestria. Il rischio è dato dalla differenza incolmabile (e inestimabile) tra un’opera d’arte e un’impressione da buttare. Lungo questa dicotomia si dipana la bellezza della fotografia, l’infinita rincorsa nella cattura della luce. Lei prende forme sempre diverse, non ci permette mai di creare un dipinto fotografico uguale al precedente. A volte va imprigionata con un retino per farfalle, a volte va semplicemente lasciata scorrere placida come se i ruoli s’invertissero e sia lei a catturare noi. Colore ma non solo, l’infinito fascino della realtà ammantata di bianco e nero, il mischiarsi dei due in un ossimoro evocativo. E l’assurda pretesa di non suscitare indifferenza, di innescare un sorriso, o semplicemente una riflessione intima. A patto di saper coltivare la sensibilità”.
Seguiranno dettagli sul luogo, se mai qualcuno volesse passare a dare un'occhiata..

Ma non lo faccio mai..
Puzzle - photographer: me
"Eppure io so come rendere interessante la tua vita."
"Ah sì? E come?"
"Andando a cercare la parte di sogno che ti spetta di diritto."
"E dov'è questa parte di sogno?"
"Un po' dovunque nel mondo. Ma soprattutto dentro di te!"
Sasha
Sasha ha 10 anni e non me rendo conto.. La nostra simbiosi ogni tanto mi fa paura perchè mi accorgo di che cosa può significare la sua assenza. Vorrei preservarmi dal soffrire ancora, mi sono un po' stufato. Soffrire fa crescere dicono, ma io mi sento oltre la mia età anche ora che non sono più giovane. Mi hanno dato 30 anni l'altro giorno, era la prima volta. Forse era uno scherzo, non lo so. So che d'ora in poi il tempo mi rincorrerà, so che fra pochi mesi dall'esterno si faranno bilanci sulla mia vita che io invece vorrei rimandare. Almeno fin quando tornerò a credere nelle utopie, nel coltivare un sogno come fosse un orto di felicità, senza essere fagocitato dalla frenesia dell'essere, del sembrare, dell'avere. Essere e avere, già, devo rivedermi quel film.
C'è chi viaggia per divertimento, c'è chi viaggia per amore, io ho scelto di immergermi per 10 giorni in un viaggio intriso di sorrisi. Non sono stato in posti esotici, non vi posso raccontare le meraviglie della natura o delle opere dell'uomo. Mi piace chiamarla "Osmosi di sorrisi", alcuni la chiamano Vacanza di condivisione. Non è volontariato, è scambio reciproco.. Uno scambio in cui ti senti sempre in debito, in cui ti sembra di non esserti dato mai abbastanza. Certo, c'è il sole, c'è il mare ma c'è ben altro. C'è la voglia di stupire di questi ragazzi che insegnano a pascerti di colori sconosciuti, ad assaporare la bellezza della diversità. Non sono i viaggi che intendete voi, non ci sono hotel, non ci sono itinerari ma ci sono lunghissimi percorsi interiori ricchi di sfumature inedite e forse non riproducibili su carta e affastellando lettere su uno schermo. Mi immagino narrazioni di Patagonia, Seychelles, Katmandu mentre lì c'erano pure le alghe in mare. Ma i colori non sono solo quelli che vediamo con gli occhi e pochi lo riescono a capire. Sempre meno per la verità. C'è chi li chiama disabili, anch'io a volte lo faccio, ma è una mera convenzione. Tutti siamo disabili, tutti siamo diversamente abili, chi in una cosa, chi un'altra. Nel considerare le varie opzioni per la prossima estate non trascurate l'ipotesi di immergervi in nuovi colori, la bellezza di un viaggio non sempre è legata al fascino della meta.
ps. ci sarebbe da andare qui http://www.repubblica.it/2003/l/sezioni/weekend/weekendarticoli/fototo/fototo.html
Ultima settimana 2 volte Negramaro, una volta Marlene Kuntz..
Prossima settimana: Cristina Donà, Wilco, Afterhours, Pedro The Lion (forse), Bandabardò..
E poi ci sarebbero anche gli Him il 12, il 14 i Sulutumana, il 18 i Marcilo Agro..
ma quanti concerti ci sono? Questo settembre milanese non si prospetta niente male.. Almeno da quel punto di vista :)