Per brevità chiamato.. Giornalista?
danzare, continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè.
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Giornalista? Milanese, purtroppo, con un'insana passione per il rock acustico e le voci femminili.
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“Non bisogna dimenticare i vecchi con i corpi putrefatti, i vecchi vicinissimi a quella morte a cui i giovani non vogliono pensare (e così affidano alla casa di riposo il compito di accompagnare i genitori alla morte per evitare scenate o seccature), la gioia inesistente di quelle ultime ore che bisognerebbe gustare fino in fondo, e che invece subisci rimuginando nella noia e nell’amarezza. Non bisogna dimenticare che il corpo deperisce, che gli amici muoiono, che tutti ti dimenticano e che la fine è solitudine. E neppure bisogna dimenticare che quei vecchi sono stati giovani, che il tempo di una vita è irrisorio, che un giorno hai vent’anni e il giorno dopo ottanta. Colombe crede che è possibile “affrettarsi a dimenticare” perché la prospettiva della vecchiaia per lei è ancora lontanissima, come se la cosa non la riguardasse. Io ho capito molto presto che la vita passa in un baleno guardando gli adulti attorno a me, sempre di fretta, stressati dalle scadenze, così avidi dell’oggi per non pensare al domani… In realtà temiamo il domani solo perché non sappiamo costruire il presente, e quando non sappiamo costruire il presente ci illudiamo che saremo capaci di farlo domani, e rimaniamo fregati perché domani finisce sempre per diventare oggi, non so se ho reso l’idea. Quindi non bisogna affatto dimenticare. Occorre vivere con la certezza che invecchieremo e che non sarà né bello né piacevole né allegro. E ripetersi che ciò che conta è adesso: costruire, ora, qualcosa, a ogni costo, con tutte le nostre forze. Avere sempre in testa la casa di riposo per superarsi continuamente e rendere ogni giorno imperituro. Scalare passo dopo passo il proprio Everest personale, e farlo in modo tale che ogni passo sia un pezzetto di eternità. Ecco a cosa serve il futuro: a costruire il presente con veri progetti di vita.”
(Muriel Barbery, L’eleganza del riccio)
RIDI DI PIU',
PIANGI DI PIU'
Gira quel gomitolo, gira.. Non capisco l'intreccio, non capisco cosa ci sia nel cuore.
E poi.. lì intorno c'è lana scaldante o tessuto infeltrente?
Chi tesse la trama? Chi dirime i nodi? Chi stabilisce dove deve stare, dove deve andare, che futuro ha la matassa?
Dovrei/vorrei essere gattino, per ragionarci meno e divertirmi di più.
Sarà per quello che difficilmente la mia pelle sopporta un tessuto che non sia meraviglioso.
Succede che stai andando in macchina, il fondo è leggermente ghiacchiato, la radio diffonde una canzonemanonmiricordoquale.
Un flash bianco, il collo che parte all'in su, un rumore incredibile. Sbang, la macchina distrutta, tu inizi a tremare, ma sai di stare bene. Dietro le urla di due bimbi, il loro papà non è riuscito a frenare e ha deciso di rovinarci il sabato sera. Poteva rovinarci ben altro però. Due macchine da buttare o quasi, tutti in salute però. Almeno così dice Miss Radiologia. E siccome siamo in Italia tutti mi dicono che dovrei millantare qualche dolore per spillare soldi all'assicurazione. Scusatemi, ma io non sono così, forse sono rimasto l'unico pirla. Un pirla che pensa, nella sfiga mi è andata di culo, poteva andare molto peggio.
Update - Il dolore è poi arrivato a distanza di 48 ore, forte, sconfortante, disincentivante a qualsiasi movimento. 15gg di collarino, mio padre dice che sembro un Lord inglese..
Ma io stasera Mùm
e giovedì Sub
Ma la canzone con cui voglio iniziare Dicembre è sempre questa..
http://it.youtube.com/watch?v=PNF1a-ZG1uc