Per brevità chiamato.. Giornalista?

danzare, continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè.

Eccomi

Utente: blower
Giornalista? Milanese, purtroppo, con un'insana passione per il rock acustico e le voci femminili.

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mercoledì, 24 dicembre 2008
un regalo

Difficilmente, forse mai, ho parlato esplicitamente a qualcuno tramite un blog. Però a Natale succedono cose speciali. Come essere stupiti. E tu non sai come mi hai stupito quando mi hai detto: "Era troppo che non ci vedevamo". Nello stupore c'è sempre un senso di spaesamento.

Questo è un piccolo regalo, aggiuntivo, di Natale. Nel 2008, una delle cose più belle è successa davanti a Decathlon.

Postato da: blower a 22:07 | link | commenti (2) |

domenica, 21 dicembre 2008
Non rimandare..

a scrivere le parole. Le sensazioni devono essere sempre a fuoco, nitide.

Ho il silenziatore incorporato, o meglio la voce da trans, ma per nulla al mondo mi sarei fermato. Cantare e fottersene di tutto e di tutti, stacca il cervello, accendi il cuore e vivi quello che scorre nelle vene. Fotografa sulla pelle un paio di momenti, sono già tatuaggi del 2008 che sta finendo. Indelebili quanto incomprensibili, forse un giorno ci rideremo sopra e capiremo.

Che bel regalo di Natale.

Postato da: blower a 20:39 | link | commenti (1) |

venerdì, 12 dicembre 2008
Odio me stesso quando:

- un avvenimento insignificante per il mondo e per me, diventa causa di una svolta a 360° dell'umore
- quando non riesco a gestire il mio essere permaloso su alcune cose. E soprattutto quando gli altri captano il mio stato e lo sottolineano
- non mando a fanculo qualcuno quando si prodiga nei rinfacci a distanza
- quando pretendo dagli altri bianco o nero dando in cambio solo grigio

Postato da: blower a 17:44 | link | commenti |

mercoledì, 03 dicembre 2008
Sensazioni

Prime tre notti nella nuova casa, ondate di nuovo a sommergermi, un trasloco discretamente indolore, con la non-pioggia ad assistermi. Domenica di spola tra casa e casa, tra sconosciuto e conosciuto, tra persone atmosfere, gesti piccoli ma fondamentali.

E' una piccola rivoluzione, più grande di quella di giugno. Sento l'ossigeno sulla pelle, e torno a casa con il sorriso. Sento soprattutto la bellezza della solitudine, la voglia di chiudere porte per aprirne di più grandi e meno effimere. E sento meno gente intorno, come se andassi di meno di moda, e sorprendentemente la cosa non mi dispiace. Non sono io a dover sponsorizzare me stesso, amo essere inseguito, odio inseguire.

E ora c'è una casa aperta..

Postato da: blower a 12:35 | link | commenti |