Per brevità chiamato.. Giornalista?

danzare, continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè.

Eccomi

Utente: blower
Giornalista? Milanese, purtroppo, con un'insana passione per il rock acustico e le voci femminili.

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martedì, 28 aprile 2009
i parametri

Ci sono parametri che sono come termometri (rima perdonata).

Il primo è la capacità che ha una persona di risollevarti dal tuo momento più buio. Ci sono molti modi, poche pochissime persone. Il secondo è la capacità di una persona di non farti sentire la stanchezza, la pioggia: prendi tutto ed esci qualunque cosa succeda. Al massimo non sei il massimo della compagnia, ma non sarai etichettato, non sarai giudicato anzi. Il terzo è la profondità di pensiero: ovvero quanto - all'interno di una giornata, di una settimana, un mese - la persona in questione gravita nella tua testa, e magari non solo in testa. Il problema è che a volte, questi parametri si travestono da spine: entrano ed escono dalla presa senza soluzione di continuità. E tu vorresti decrittare questa dinamica, invano.

Postato da: blower a 20:00 | link | commenti (4) |

martedì, 21 aprile 2009
The return..

E' così quando tutto sembra scritto, quando pensavamo di non trovarti più, sei tornato sporco, affamato e miagolante in una notte strana, dicotomica. Durante un concerto, che non è andato come avresti voluto e non per la musica, per altro disarmante. Una notte insonne, per pulirti, calmarti, capire. E un risveglio con la voce di tua madre alla radio, dalle tende, emozionata, confusa. Dal terremoto. Una lacrima che fa finta di scendere e non capisci perchè.

E poi quella rivelazione, inaspettata. Perchè? scherzi o sei seria? Non voglio sapere la risposta, così non devo reagire di conseguenza. E poi quel senso di mancanza, irrimovibile. ma come fai?

Postato da: blower a 18:46 | link | commenti (4) |

domenica, 12 aprile 2009
Metafora con foglioline

Il bonsai è vivo, e lotta insieme a noi.

Curarlo, vederlo morire e poi rinascere è una metafora. Non solo di fragilità risorta.

Che poi, riflettevo, la vita è solo un'immensa degustazione. Tanti sorsi, il retrogusto, ma sarà la bottiglia migliore?

ps. mia madre parte, sì proprio in zona epicentro.. paura (ir)razionale e voglia di andare anch'io..

Postato da: blower a 10:18 | link | commenti (3) |