Per brevità chiamato.. Giornalista?
danzare, continuare a danzare, finchè ci sarà musica. Capisci quello che ti sto dicendo? devi danzare. Danzare senza mai fermarti. Non devi chiederti perchè.
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Giornalista? Milanese, purtroppo, con un'insana passione per il rock acustico e le voci femminili.
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40 anni fa oggi, moriva Ernesto Che Guevara. Vorrei che tutti conoscessero veramente la sua vita, indipendentemente dagli schieramenti politici. E' come se fosse stato l'incarnazione di un eroe utopico e forse è stato uno degli uomini che nel 900 ha cambiato più vite di persone "normali".
Ho sempre visto con distacco quella parte iconografica relativa al Che, mai una maglietta o una bandiera. Secondo me anche lui avrebbe odiato questo abuso della sua immagine, questo suo porlo in una posizione quasi di beatificazione. Difficile però dimenticare l'energia che ha ispirato in una canzone di Guccini a lui dedicata, ogni volta che l'ho sentita in concerto trasmetteva coesione, voglia di fare e di sbattersi per un qualcosa che non fosse meramente individualistico.
Credo che il Che insegnasse fondamentalmente quella che è la differenza tra destra e sinistra. Vado in bestia quando mi dicono che sono uguali.. il qualunquismo.. La differenza di fondo è una e una soltanto: la destra persegue il benessere dell'individuo e poi quello del collettivo, la sinistra prima quello del collettivo e poi quello dell'individuo.
Questo concetto lui lo riassumeva nella frase "Ricordatevi che ognuno di noi, da solo, non vale niente" ma io oggi il Che lo voglio ricordare così, anche perchè quando sento quell'intro di chitarra tendo a volare via con la testa.
ps. aprite il giornale oggi, andatevi a leggere il pezzo che ricorda il Che e non accontentatevi del "sentito dire".
Potevo parlarvi del concerto di Damien Rice in tanti modi ma non potete perdervi questo... Alla fine è entrata nel mito!